La presenza faunistica più rilevante è rappresentata da mammiferi della famiglia dei mustelidi, che comprende tutti quei mammiferi carnivori di piccole e medie dimensioni dal corpo lungo ed affusolato, dalle zampe relativamente corte e, in qualche caso, dalle caratteristiche temute ghiandole odorifere. Fra di essi sono abbastanza frequenti la donnola (Mustela nivalis), il tasso (Meles meles) e la faina (Martesfoina) mentre è rara la martora (Martes martes); interessante sarebbe anche accertare la presenza della puzzola (Mustela putorius), il più elusivo fra essi.
Molto diffusi sul territorio anche in aree più degradate sono invece il cinghiale (Sus scrofa), la volpe (Vulpes vulpes) e il riccio (Erinaceus europaeus); solo da qualche anno è segnalata la presenza dell'istrice (Hystrix cristata). Questo buffo roditore ha raggiunto le pendici dell'Appennino dai settori tirrenici dell'Italia centrale; benché piuttosto "voluminoso" è poco vistoso perché di abitudini notturne. In genere, la sua presenza è tradita dagli esemplari che vengono travolti di notte da incauti automobilisti o dalla presenza degli aculei che vengono persi durante gli spostamenti abituali.
La buona copertura di boschi anche maturi rende possibile la presenza di specie animali indicatrici di un buon equilibrio forestale; fra di essi non è difficile ascoltare il ripetuto tambureggiare sui vecchi alberi del picchio rosso maggiore (Picoides major), o quello più rapido e delicato del picchio rosso minore (Picoides minor); entrambi si nutrono di larve di coleotteri xilofagi (mangiatori di legno) che svolgono una parte del loro ciclo vitale all'interno dei tronchi più maturi.
La presenza nell'area di numerosi fontanili posti ai margini dell'abitato, in prossimità dei primi rilievi montuosi, garantisce ambienti ricchi di vita ed offre la possibilità di osservare da vicino dei microambienti a volte unici. Qualche abbeveratoio ospita rari esemplari di tritone crestato (Triturus carnifex), un anfibio dall'inconfondibile ventre arancione a macchie nere.
