Il nostro comune è una naturale cerniera tra genti, comunità e territori diversi, lo è sempre stato fin dall'antichità quando i villaggi di Fisternae e Foruli costituivano il punto di passaggio obbligato per mettere in comunicazione le regioni Umbra etrusca e picena con i peligni e quindi il Sannio.
La transumanza partiva da qui dai dintorni di Amiterno attraverso Peltinium fino alle terre della Puglia. Successivamente quando le vicende storiche impedirono la libera circolazione degli uomini e delle merci, le nostre zone furono costrette all’impoverimento.
La storia però si ripete e anche oggi il nostro territorio si pone come cerniera ideale tra diversi ambientii e culture. Pensiamo al progetto Appennino Parco d’Europa (APE) che per quanto ci riguarda vuole valorizzare le vie ideali della transumansa e che vede Scoppito come necessario elemento di congiunzione tra il reatino e la conca aquilana.
Ma Scoppito è anche una cerniera ideale tra tradizione e modernità. Siamo un comune che ha conosciuto tutti i fenomeni e le problematiche tipiche delle zone interne, le difficilissime condizioni di vita del secolo scorso, la povertà e l'emigrazione. Negli anni '70 è venuta l'industrializzazione con gli stabilimenti farmaceutici che ha cambiato radicalmente il nostro vivere senza però nascondere le nostre radici.
Aver vissuto appieno questi fenomeni è stata un’esperienza importantissima. Oggi Scoppito è in grado di trovare nelle proprie specificità la capacità di competere a livello globale per proseguire nello sviluppo economico e sociale locale.
